Introduzione

Questo non è un solito racconto ma qualcosa di nuovo che va oltre gli orizzonti terrestri e che rimette in discussione il nostro passato, coloro che ci hanno preceduto e che hanno cercato di ereditarci il loro pensiero universale. Il mediterraneo è disseminato, come tutti sappiamo, da innumerevoli siti archeologici sparsi ovunque. La mia ricerca nata casualmente, mi ha portato a evidenziare e ad approfondire nello stesso tempo, un comune denominatore di tali reperti storici, vagamente insolito alla luce della loro posizione geografica e geometrica: I cerchi concentrici. Ho voluto quindi fortemente manifestare una presunta mia innovativa, inedita e assoluta scoperta scientifica e culturale, definendolo nello  stesso tempo una rivoluzione copernicana. Ho verificato che innumerevoli se non tutti i siti archeologici a forma di cerchi concentrici euro mediterranei africi asiatici, insieme a isole e vulcani anche sottomarini siciliani, sono posizionati magnificamente a sua volta a cerchi concentrici con un punto naturale di riferimento detto centro o origine: Megaliti, Dolmen, Menhir, Cattedrali, Città Francigene, Labirinti, Teatri  Antichi, Monumenti Egizi e quant'altro. Nello stesso tempo nella mia umiltà rafforzo questa teoria inserendo intuitivamente in questi cerchi concentrici, sempre in rapporto di grandezza, lo schizzo vitruviano di "Leonardo da Vinci", scoprendo inoltre allineamenti e geometrie sacre apparentemente inspiegabili alla nostra ragione e consapevolezza . Oltre a ipotizzare di aver svelato il codice segreto e criptato del disegno vitruviano,  ipotizzo anche la posizione di tali testimonianze storiche, alla teoria dei cerchi concentrici nell'Universo e quella della tettonica delle placche: Deducendo quindi che gli antichi popoli già da allora, erano a conoscenza di questo principio universale. Lo emulavano con le loro opere a cerchi concentrici, come la mitica Atlantide, ipoteticamente esistita secondo recenti studiosi, proprio qui al centro del mediterraneo, dove curiosamente origina anche la mia ricerca e teoria dei cerchi concentrici. Aggiungo supponendo che nessuna fonte attendibile abbia saputo dare fin ora, una spiegazione scientifica e culturale esauriente alle antiche costruzioni megalitiche a circolo e a cerchi concentrici  se non solamente quella azzardata dal sottoscritto. La mia teoria nasce fatalmente da una strana (coincidenza) che ha dell'assurdo, trascinandomi inevitabilmente come un vortice ad approfondire i temi affrontati. Ho notato da una montagna sopra il mio paese Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, che in giornate particolarmente nitide, si vedono a occhio nudo quasi se non tutte le isole attorno alla Sicilia comprese i tre vertici e il vulcano Etna. A tutto ciò, a mio avviso vi è una spiegazione molto chiara e semplice: Mi trovo proprio sopra il baricentro geografico, geometrico e storico culturale della Sicilia con le isole comprese, vulcani, sottomarini e non solo.  Infatti, la cosa più affascinante e intrigante è che non solo tutti questi siti mi ruotano immaginariamente a cerchi concentrici ma automaticamente s'inseriscono a ruota libera, altri innumerevoli cerchi concentrici con siti archeologici a livello regionale per poi estendersi a quello globale, interessando anche l'area dell'Anello di Fuoco nel Pacifico: Il tanto chiacchierato inconsciamente e famoso sasso lanciato nello stagno.

  

"Per comprendere il futuro che ci attende, bisogna saper interpretare il passato".

  

Perchè la teoria dei cerchi concentrici nasce proprio in Sicilia

  "Innovativa inedita geometria sacra  e altro di Vito Giorgio Zuccaro".

  

 A volte un semplice graffito inciso sull'antica pietra a cerchi concentrici, racchiude un pensiero ancor più profondo di noi esseri umani: l'armonioso equilibrio dell'Universo, che spesso ci appare come un immenso labirinto confuso, disordinato e inestricabile. Invece tutto è perfetto, come le lancette di un orologio che scandiscono i ritmi della vita nelle sue stagioni. Il passato, il presente e futuro sono i figli di distanza dalla stessa Ragione e Origine, ugualmente come i cerchi concentrici. Da questa Ragione e Origine nasce tutto: "La Verità".  

  Ho voluto manifestare pubblicamente questa intrigante, tortuosa, innovativa e inedita ricerca per una semplice ragione in più: questo racconto che tra l'altro ho il bisogno di esternarlo, ha per molti aspetti dell'incredibile, specialmente come si è proposto, come l'ho raccolto e come l'ho presentato per la prima volta, a voi lettori. Anticipo che questa narrazione Vi condurrà come Virgilio, nell'intreccio inestricabile e storico labirinto mediterraneo da cui scaturisce tutta la mia ricerca a cerchi concentrici, giustificandola unicamente alla teoria tettonica delle placche e quella dei cerchi concentrici nell'Universo, presumendo che gli antichi popoli erano già a conoscenza: Non a caso tutte le loro costruzioni, una buona parte a cerchi concentrici sono collocate a cerchi concentrici attorno dove proprio (centro o origine) le placche africane con quelle europee  si comprimono a vicenda. Non è così facile saltare un giorno di mattina dal proprio letto e incominciare a scrivere ciò che ti è accaduto. Voglio aggiungere e confidare che qualche anno prima ero all'oscuro totale di ciò che sto per narrarvi, anzi per essere più sincero, ignoravo i temi che ho ampliamente svolto e pertanto non mi sento un esperto o studioso scrittore della materia preposta. Questa narrativa nasce quindi in seguito ad una mia personale percezione o sensazione: Un sogno banale, come un disegno zodiacale, per poi riviverlo nuovamente il giorno dopo uguale e identico davanti a una trasmissione televisiva, mi ha risvegliato da un coma profondo e trasportato oltre gli orizzonti terrestri. Tra la fine dell'anno duemilaundici e l'inizio del duemilatredici, tramite l'ausilio d'internet e consultando vari siti in merito, il sottoscritto ha raccolto documenti con riscontri, congruenze, affinità e quant'altro per la sua ricerca. Ho sentito quindi la necessità, come un dovere, un obbligo morale e coscienzioso a divulgare questa mia odissea nello spazio mediterraneo, come alla ricerca del tempo perduto: Facendo una scoperta sensazionale per il suo aspetto geografico, geometrico e culturale. Vorrei aggiungere che ciò che sto per narrarvi potrebbe divenire senza dubbio un tassello aggiuntivo alla storia e cultura e non solo mediterranea. Il lavoro svolto e articolato impegna il lettore a un'attenta analisi nella descrizione: ma se si è in piena armonia al racconto, vi sentirete come trasportati a bordo di un oggetto volante non identificato, in un'altra dimensione paradisiaca. Questo perchè la mia descrizione è presentata virtualmente dall'alto, ugualmente come vedere i famosi geroglifici di Nazca in Perù. Vorrei farvi notare, se siete veramente curiosi e affascinati da questa materia, dei disegni prodigiosi calcati dagli antichi popoli euro mediterranei con le loro costruzioni a cerchi concentrici, posti insiemi a sua volta in cerchi concentrici. Diametri che uniscono città sante, labirinti e vie francigene, siti archeologici opposti e inscritti in tali cerchi, geometrie sacre con schizzi inspiegabili e arcani: tutto questo per essere semplicemente osservato sempre dall'alto in un maestoso complesso disegno megalattico e mistico. Sembra quindi che nel corso della storia umana, gli antichi costruivano le loro enigmatiche opere sempre più elaborate, in armonia con l'Universo e spesso e volentieri sopra di quelle precedenti, mantenendo un disegno orografico primitivo: Un picchetto riproposto sullo stesso punto, una sorta di faro universale per non perdere l'orientamento totale. In questo splendido bacino mediterraneo protetto da porti naturali, dagli impetuosi oceani, nel passato è successo di tutto. Molti racconti testimoniano avventure e disavventure di mitici personaggi che hanno ulteriormente ricalcato la storia rendendola ancora più affascinante: ma ancor più veritiera è quella che noi sconosciamo, archetipo della cultura umana. La mia impressione è che la storia accomuna tutte le antiche civiltà in una direzione unica: si spostavano sistematicamente e volutamente con le loro opere, in cerchi concentrici e a forma spirale, come i gusci delle ammoniti, come la doppia spirale nel DNA e in una danza armonica, in sintonia delle galassie a forma spirale di cui erano inspiegabilmente a conoscenza. Testimonianze sono le loro mastodontiche opere rinvenute: come se volessero sfidare o emulare qualcuno sopra la loro ingegnosità o forse anche essere guidati nel loro compimento. Sta di fatto che nelle loro testimonianze tralasciano fortemente calcato, disegni, immagini, costruzioni stesse e quante altro a forma di cerchi concentrici. In questo studio ho notato questa loro insistenza testimonianza e la voglio affermare nella mia narrativa come cavallo di battaglia. Non voglio anticipare altro ed entro in merito al mio intrecciato aneddoto. Premetto che in passato, navigatori come il famoso Piri Reis, scrittori, poeti e altri, come il primo astronauta italiano in orbita terrestre, Luca Parmitano, hanno elogiato la Sicilia come l'ombelico del mediterraneo, senza solcare oltre l'orizzonte come il sottoscritto. Nella mia umiltà  sono pienamente convinto che per giungere a queste mie determinate osservazioni, con attenta analisi di descrizione in merito, occorra essere la persona ideale, al momento esatto, nel posto giusto. Senza queste tre prerogative, nessuna persona al mondo sarebbe mai arrivata alle mie considerazioni e conclusioni: questo anche perchè ora, una buona parte di noi esseri umani non sa assolutamente dialogare con la natura che ci circonda attorno a cerchi concentrici e soprattutto con l'infinito Universo. Siamo molto distratti dalle cose frivole e banali della nostra quotidianità. A metterci la ciliegina sulla torta è anche l'attuale informazione che ci devia dalla verità. Umiliamo quindi la vera storia del passato assieme alla cultura, come nostra identità, perdendo la bussola del sapere. Ci troviamo pertanto dispersi nel caotico labirinto cosmico, come malcapitati astronauti catapultati dalla loro navicella spaziale: vaghiamo nel vuoto come relitti satellitari, senza meta, senza coordinate, prigionieri del disorientamento totale. A mettere ordine e serenità in questo disegno universale confusionale, è stata una "Grazia ricevuta" a illuminare la mia mente: ho preso la mappa di Google e con un compasso come se viaggiassi nello spazio e tempo, ho cominciato a tracciare come archetipo, cerchi concentrici con centro il mio paese natale Piana degli Albanesi (PA). Come nel gioco passatempo "cosa apparirà", in cui bisogna unire dei punti cifrati in ordine crescente, ottenendo una forma grafica: analogamente con questi miei cerchi concentrici, ho intercettato vastissimi e famosi siti archeologici e geologici, inscritti e congruenti fra loro geograficamente e geometricamente. In altre parole ho delimitato e circostritto perfettamente buona parte del mediterraneo. Il suo cuore, centro dove le antiche civiltà sono apparse con le loro opere. In questo luogo i popoli antichi hanno creato la loro storia senza oltrepassare quel limite valicabile che è proprio evidenziato con i miei cerchi concentrici. A rafforzare ulteriormente questo mio studio è stato l'idea geniale di Leonardo da Vinci con il suo schizzo "L'uomo di Vitruvio" a collocarlo in rapporto di grandezza, dentro i miei cerchi concentrici, notando inoltre varie (anomalie) e geometrie sacre. Durante la mia ricerca ho sviluppato un lavoro certosino con riscontri e deduzioni a mio favore: quasi mi sono sentito guidato e interferito da un'altra dimensione sopra la mia capacità intellettiva, viaggiando istintivamente per tutto il mediterraneo senza muovermi dal centro del mio studio. Mi sono sentito un moderno orgoglioso Ulisse alla scoperta dell'ignoto peregrinando nel mar Mediterraneo a cerchi concentrici. Un nuovo Mosè che dopo esser sceso dalla montagna sacra, vuole guidare il suo popolo verso la Terra Santa. Oppure il famoso personaggio "Zarathustra" del filosofo  tedesco Friedrich Nietzsche, anche lui sceso dalla montagna e che si reca al mercato per portare l'insegnamento all'umanità. Soprattutto in questo mio racconto ho avuto la vaga percezione di sentirmi un attuale Dante Alighieri guidato da Virgilio in un affascinante viaggio mistico in gironi a cerchi concentrici, dentro una nuova concentrica "Divina Commedia" piena di geometrie sacre. Il mio itinerario è tangibile e chiunque lo può affrontare tranquillamente come un pellegrinaggio, solcandolo con i propri piedi e toccare con mani tutto ciò che descrivo. La mia narrazione nasce, si rende concreta per tutta l'area mediterranea e infine si espande a cerchi concentrici per tutto l'Universo: una rivoluzione copernicana culturale moderna che voglio imporre e scuotere le coscienze. Sono esattamente partito nel mio viaggio similmente come dentro un'immaginaria matrioska: dalla più piccola particella come l'atomo a cerchi concentrici per poi salire gradualmente sempre più sopra. Ho attraversato i miei stessi cerchi concentrici, i pianeti, sistemi solari, galassie,nebulose, buchi neri, tutti sempre a cerchi concentrici. Infine arrivare dopo il Big Bang ai cerchi concentrici che si espande nell'Universo. Non a caso l'intreccio del mio lavoro ampliato, abbraccia innumerevoli combinazioni e congruenze fra vari temi svolti: ugualmente come se avessero dato in mano dei pezzi di puzzle sparsi dappertutto per poi unirli intuitivamente insieme e formare il disegno immaginato. La cosa ancor più stupenda è comunque che con "la mia teoria" ho riunito insieme in un unico punto e comune denominatore, in altre parole in cerchi concentrici: geometria, matematica, geografia, storia, arte, cultura, identità mediterranea, astronomia, curiosità, attualità e quant'altro, magnificamente legati e congruenti fra loro. In questo studio ho scoperto una nuova realtà: come vero significato, filo logico e conduttore. Come nell'infinito Universo tutto ruota in spirali come in una magnifica danza, così tutti questi siti arcani e arcaici eseguono lo stesso rito. Per me la verità, cultura e filosofia sono racchiuse in questo significato. Gli antichi popoli sapevano perfettamente dialogare ed esprimere profondamente i loro concetti e viaggiavano oltre gli orizzonti terreni. Ogni loro costruzione: megaliti, dolmen, menhir e quant'altro, erano i capisaldi delle loro idee, come le stelle notturne per orientarsi, punti di riferimento per non perdere la priorità e stabilità, collegati insieme, dalla stessa ragione e origine da cui scaturiscono i cerchi concentrici. L'uomo moderno invece ha mortificato il passato cancellando attravero le sue architettoniche costruzioni senza capo e coda, le antiche opere che erano ben viste dall'alto da un visitatore extraterrestre. Infatti, oggi notiamo che le opere moderne sono frutto dell'egoismo, comodità per pochissime persone che per ragione d' interesse, tornaconto proprio e approvvigionamento di ricchezza, estendono in altezza e lunghezza dei mostri di cemento abbattendo definitivamente l'habitat globale. Vista da un satellite la Terra, ci appare quindi confusa, disordinata e anche inquinata: ugualmente come una casa moderna dove tutto è fuori ordine, sporco e abbandonato a se stesso. Gli antichi nella loro arte sebbene primitiva e grezza tralasciano ai posteri come fiaccola accesa nelle Olimpiadi, questa prepotente continuità, un perenne viaggio intellettuale nel labirinto spazio tempo alla ricerca della Ragione Vera: similmente come un incontro ravvicinato con un Superiore. Mi trovo quindi davanti ad una gigantesca mappa moderna ma nello stesso tempo antica, dove un piccolo punto marcato, indica la mia posizione per non disorientarvi. Come nelle moderne linee metropolitane, la mappa mi comunica le informazioni in tempo reale di tutto ciò che accade. Sono quindi perfettamente al centro di partenza e d'arrivo, coincidenza e smistamento di tutte le linee intersecanti per raggiungere tutti i siti archeologici planetari. Una sorta di ragnatela intrecciata, una gigantesca ruota equilibratamente riempita di raggi, un radar cosmico per monitorare e captare tutto. In questo profondo labirinto Universo che sembra tenerci disorientati o talvolta dispersi in noi stessi, ho colto una chiave di lettura che ha aperto un orizzonte, cambiato completamente il mio modo di essere, di vedere, di pensare e spero di poterla infonderla. In seguito alle mie ricerche, ho notato che precedenti studiosi come Alfred Watkins, con la sua teoria "Ley lines" e altri contemporanei di siti archeologici come John Burke, hanno cercato di dare un'interpretazione alla posizione di tali monumenti del passato, senza inoltrare oltre l'orizzonte dell'immaginazione e intuizione. Il sottoscritto mediante i suoi cerchi concentrici in cui gravitano tali innumerevoli resti e testimonianze arcaiche, ha una sua teoria personale e intende vigorosamente proporre, ipotizzando anticipatamente al suo intricato racconto, non solo la giustificazione posizionale delle antiche costruzioni, ma anche di aver svelato con la sua geometria sacra, il codice criptato e segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Sorge da qui il preposto: "Perchè la teoria dei cerchi concentrici nasce a Piana degli Albanesi". Premetto che l'Europa mediterranea mantiene nel suo tempo, un fascino latino che lo distingue dal resto del mondo. Culla millenaria dove si annidano e s'intrecciano culture, tradizioni, storie di antichi popoli, luoghi sacri e storici che narrano di un passato stupendo e talvolta arcano. Essa è anche l'unico lembo della terra, che vanta innumerevoli siti archeologici con cerchi concentrici. Il mio paese siciliano, Piana degli Allbanesi, come un ragno, è al centro per eccellenza e cattura tutto ciò che passa sopra questa fitta ragnatela. Se prendiamo in esame il cerchio dalle sue antiche origini fino ai giorni nostri, ha sempre mantenuto la sua espressione, creatività e rappresentazione in tutti i campi artistici, culturali, storici e scientifici. Esso emula la perfezione assoluta, la ciclicità del tempo. In geometria come tutti sappiamo, è l'archetipo delle figure piane: in esso s'inscrivono e si circoscrivono magnificamente, un insieme di altre figure piane come il triangolo equilatero, il quadrato e altri poligoni regolari, creando come in una magia, disegni complessi e fantastici. Legati insiemi da un punto detto centro o origine imitano spesso e volentieri i disegni della Natura in armonia con l'Universo. Può sembrare banale ciò che confermo, ma tralascia una profonda osservazione e ammirazione. In passato tutte le civiltà, da qualsiasi parte del mondo, hanno evidenziato il cerchio in tutti i modi, ponendolo in vista. Per l' intera umanità ha sempre significato l'oggetto del desiderio, la mela di Adamo, la perfezione dell'essere nell'Universo,"L'uomo di Vitruvio" di Leonardo da Vinci, schiacciato dal quadrato (Terra) e che cerca nel cerchio la sua identità nell'Esteso infinito, (tra microcosmo e macrocosmo). Se poi abbiamo più cerchi che nascono della stessa origine, ci troviamo senz'altro nella perfezione assoluta: "I cerchi concentrici". Non voglio peccare d'orgoglio, ma confermare umilmente le mie sensazioni e vengo al dunque: Piana degli Albanesi, fatalmente battezzata prima Piana dei (Greci), Comune della provincia di Palermo, non è solo l'origine della mia nascita come il fiume Belice, ma anche di altre tante (anomale) coincidenze. E' circondato come in un antico teatro greco a cerchi concentrici da montagne mediterranee: "Kumeta" tra le più elevate, osservata da diversi orientamenti, sembra preludere misteriosamente tutto il mio racconto. Vista da est assume una splendida forma di piramide egiziana, mentre da nord nella sua lunghezza globale si presenta ripida e scoscesa: appare come una doppia sfinge simmetrica con centro un solo cranio. Infatti, tale cranio ha la forma identica del leone che invece di avere la folta criniera, possiede un appariscente copricapo, uguale come il famoso "Nemes". Questa gigantesca parete da cui si evidenzia perfettamente la forma della sfinge egiziana, osservata attentamente procedendo verso ovest, si può notare curiosamente che cambia aspetto. Assume chiaramente la forma di un volto umano con la barba, rievocandomi l'antico dio egiziano dell'oltretomba Osiride e il suo successore Gesù Cristo in croce: specialmente a ogni tramonto, quando si copre di uno spettacolare rosso porpora che rievoca gli antichi popoli di quest'Isola. E' proprio a questa intrigante e arcana montagna che il mio sogno dello zodiaco a cerchi concentrici citato prima, mi conduce ineluttabilmente. In tanti anni che salgo sopra questa rupe, avverto una sensazione strana, quasi magica e talvolta fantasiosa: è come se il tempo si fermasse.Tutto ciò che accade là sotto, ti sfugge di mano e ti trovi in un'altra dimensione. Per qualche attimo ti senti fermo, immobile, come al centro di una gigantesca giostra e che ti gira attorno. Come appoggiato sopra una calamita, cerchi di sollevarti, ma non ci riesci: qualcosa di gravitazionale ti trattiene fermo saldamente col pensiero.Ti senti pesante, come essere spinti al centro della Terra e percepire nello stesso istante il suo movimento al proprio asse, il suo vagare in uno spazio chiuso ellittico e in armonia con il movimento dell' Universo, il tutto sempre a cerchi concentrici: Sei proprio come "L'uomo di Vitruvio", al centro di gravità permanente. Da questo fulcro naturale in giornate nitide d'inverno, puoi avere l'onore di un incontro ravvicinato del terzo tipo, con quasi tutte le isole che ti circondano: Ustica, Eolie, Egadi, Pantelleria, i tre vertici della Sicilia e il vulcano Etna, tutti insiemi equidistanti da questo panorama. Non solo, ma la cosa ancor più intrigante è che tutti gli antichi teatri siciliani assieme alle isole circostanti con i vulcani sottomarini, come Ferdinandea, Marsilli ed altri, ruotano tutti insiemi equidistanti da questo punto in cerchi concentrici. Già, solo all'idea di trovarmi al settimo cielo concentrico come nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri e proprio, magari nell' empireo della contemplazione, mi rende sublime. Infatti, queste testimonianze del passato le ho inserite perfettamente in otto gironi concentrici raggruppandoli con le isole circostanti e vulcani, anche sottomarini, (visiona la mappa della Sicilia in foto gallery). Elenco i teatri inseriti nei cerchi concentrici, estrapolato da un sito molto attendibile. La loro non perfetta concentricità è plausibile: Si giustifica con la ricerca minuziosa e accurata di allora, delle cave naturali, che peraltro era alquanto difficoltosa conciliare il posto architettonicamente identificato con l'allineamento preciso ai cerchi concentrici ideali. Questa mia altra supposizione assieme ad alcuni teatri non rinvenuti e qualcuno addiritura dubbio, rafforzano e confermano ulteriormente la mia teoria: Al centro, detto anche oigine, risiede il Teatro di Monte Jato, adiacente al monte Kumeta di qualche chilometro, in cui ruotano attorno equidistanti in ordine crescente, altri teatri con le rispettive isole siciliani e vulcani (anche sottomarini). Primo cerchio concentrico partendo quindi dall'origine ha: Teatro di Solunto, Teatro di Hippana, Teatro di Segesta. Secondo cerchio concentrico ha: Teatro di Eraclea Minoa, Teatro di Selinute (identificazione dubbia). Terzo cerchio concentrico ha: Teatro di Akragas (non rinvenuta), Teatro di Halasea, Ustica, Levanzo, Favignana, Ferdinandea. Quarto cerchio concentrico ha: Teatro di Henna (non rinvenuta), Marettimo. Quinto cerchio concentrico ha: Teatro di Agira, Teatro di Morgantina, Alicudi. Sesto cerchio concentrico ha: Teatro di Kakuana (non rinvenuta), Etna, Teatro di Tindari, Vulcano, Lipari, Salina, Pantelleria. Settimo cerchio concentrico ha: Teatro di Akai, Teatro di Catania, Teatro di Taormina. Ottavo cerchio concentrico ha: Teatro di Eloro, Teatro di Siracusa, Teatro di Messina, Stromboli. Suppongo inoltre che questi allineamenti geometrici di teatri antichi adagiati idealmente su cerchi concentrici  con centro il teatro antico dello "Jato", con le isole circostanti, rappresentano per gli antichi ideatori, il sistema solare geocentrico già allora conosciuto dai greci antichi (mi riferisco a Tolomeo). Sono pienamente convinto che i primi abitanti che comparvero nel primo millennio a.C. sopra questa montagna, lo avessero preso di mira come punto strategico per dominare visivamente tutta l'Isola al centro dell'Europa mediterranea. Dai ritrovamenti e reperti del sito archeologico "Jato" adiacente alla montagna Kumeta", testimonia il loro passaggio. Questi popoli antichi del posto erano già consapevoli di trovarsi al centro di un teatro naturale del mediterraneo. Questo lo esprimeva naturalmente, con il loro ANTICO TEATRO APERTO ALL'INFINITO. Coincidenza o fatalità: allineando questo sito sulla longitudine terrestre, il diametro dei cerchi concentrici ottenuti, lambisce altri due siti archeologici, Segesta, Taormina e tocca (incredibilmente e inspiegabilmente) il teatro antico di Dionisio ad Atene. Non solo, allungando tale longitudine, l'altra circonferenza ottenuta lambisce alcuni vertici cruciali dell'Europa, come la punta estrema occidentale Cabo de Roca, congiungendo siti archeologici e principali città francigene anche diametralmente opposte con centro Piana degli Albanesi (vedi mappa allegata foto gallery). Da ricerca eseguita ho notato con stupore e perplessità che tutti gli antichi teatri euro asiatici, coincide spaventosamente dentro un immaginario elaborato grafico di un antico teatro a cerchi concentrici (vedi mappa allegata foto gallery).Tale circonferenza tocca quindi sopra queste città importanti come Santiago de Compostela, Londra, Stonehenge, megaliti a forma di cerchi concentrici, Lubecca, famoso itinerario francigeno con Roma. Le entrambi città francigene si trova allineate sul diametro di tale circonferenza europea con Piana degli Albanesi al centro. Sfiora inoltre un altro sito archeologico: il misterioso santuario monumentale a Nemrut Dagi in Turchia. Costruito dall'antico re Antioco nel primo secolo a.C., si suppone che lo stesso abbia raggiunto un'altra dimensione attraverso un corridoio celestiale. Passa a pochi chilometri, pure con megaliti a forma di cerchi concentrici:  "Gobleki Tepe". Attraversa inoltre il sito archeologico di Baalbek in Libano, dove risiedono enormi e misteriosi megaliti del passato. Tale circonferenza, stimata approssimativamente dodicimila chilometri, proseguendo il suo viaggio, tocca il sito archeologico a cerchi concentrici di Rujm el Hiri e poi passa sopra due antichissime capitali: Gerusalemme, arcaica città del mediterraneo, centro assoluto e sede di religioni controverse, denominata anche "l'ombelico del mondo". Inoltre si allinea sul diametro di tale circonferenza, toccando  per il centro Piana degli Albanesi e la parte opposta a Gerusalemme, Santiago de Compostela: itinerari della famosa Via Francigena. Poi la città di Luxor d'Egitto, antica Tebe, ricca di reperti archeologici, dove inoltre gli antichi Egiziani nei cerchi concentrici ottenuti dal taglio delle cipolle, alludeva la vita eterna. Infine tale circonferenza continuando a sud dell'Egitto, tocca fantasticamente il sito archeologico di Nabta Playa, simile a quello di Stonehenge, che guarda caso, oltre a trovarsi sulla circonferenza è allineato sul diametro con Stonehenge stesso e il centro di tale circonferenza è sempre Piana degli Albanesi. Un' altra circonferenza concentrica parte dalle piramidi di Giza (Cairo), attraversa  sopra il sito archeologico Mzora, (Stonehenge del Marocco). Prosegue sopra il monte Teleno in Spagna, dove risiede un complesso megalitico simile a Stonehenge in Inghilterra. Nel suo tragitto tocca altri due siti archeologici importanti in Francia: Carnac, (complessi megalitici famosi, molteplici e allineati) e il cairn di Gavrinis. Quest'ultimo, monumento megalitico, è una tomba a passaggio, camera funeraria, dove risiedono innumerevoli pietre con incisioni raffiguranti vari elementi simbolici. Dalle ricerche effettuate su tali pietre, si presume che questi antichi popoli avessero avanzato conoscenze di nozioni matematiche. Sapevano calcolare la sfera terrestre e la loro posizione geografica con la longitudine e latitudine. Inoltre era a conoscenza del coefficiente di proporzionalità Pi greco, ossia il rapporto tra la circonferenza e il suo diametro (3,14). Il cairn di Gravinis si trova paradossalmente sulla circonferenza e diametro tra Carnac in Francia e Karnak (Luxor) in Egitto, con Piana degli Albanesi al centro. Non solo, ma straordinariamente allungando tale diametro arriva alla città santa: La Mecca in Arabia Saudita. Meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, è anche famosa per la Ka'bah, edificio cubico dove i fedeli a migliaia in cerchi concentrici, girano attorno. Si vocifera inoltre che La Mecca sarà ristrutturata. Dai disegni di progettazione, elaborati da tecnici abilitati, pare che sarà realizzato come la mitica Atlantide: ossia a cerchi concentrici. Sempre da questo luogo sacro, tracciando un'ennesima circonferenza concentrica alle altre precedenti, raggiungo con incredulità lo Stonehenge armeno: Carahunge. Infine tracciando l'ultima circonferenza concentrica raggiungo miracolosamente la Stonehenge scozzese di Callanish con quelle in Senegal e Gambia, con sempre  Piana degli Albanesi al centro. Aggiungo che la latitudine che attraversa il nostro paese, passa (casualmente) sopra il comune di Alatri, famoso per i suoi megaliti e per  il dipinto che rappresenta "Cristo Pantocratore" dentro un labirinto a cerchi concentrici. Inoltre attraversa anche un altro labirinto a cerchi concentrici che si trova in una chiesa a Grinstad, in Svezia. Paradossalmente il mio paese, nelle sue chiese di rito greco ortodosso, possiede dipinti con "Cristo Pantocratore". Inoltre il raggio della circonferenza europea che parte sempre dal mio luogo e interseca Stonehenge, passa straordinariamente sopra la città di Chartres, famosa per il labirinto a cerchi concentrici simile a quello di Alatri. Allineando per intuito la latitudine di Piana degli Albanesi con Alatri fino a intersecare la longitudine di Chartres, mi trovo con sorpresa, sopra la città di Passau (Germania): unica al mondo per la confluenza di tre fiumi provenienti da tre punti  cardinali per poi ripartire verso il quarto. In parole povere, il labirinto di Alatri, di Chartres e di Grinstad, converge e si divergono nei quattro punti cardinali, dove anche i tre fiumi naturali eseguono lo stesso rito. Collego col mio sesto senso,nello stesso tempo, la longitudine di Chartres nel suo percorso, al lato superiore del quadrato nel famoso bozzo "L'uomo di Vitruvio" di Leonardo da Vinci (vedi foto con mappa). Tale figura umana, in rapporto di grandezza, la sovrappongo nel mio cerchio euro mediterraneo. Straordinariamente scopro che combaciano nel loro percorso e il punto di unione fra il labirinto di Alatri e Chartres coincide oltre la città di Passau anche, sempre in rapporto di grandezza, dove la testa della figura umana è pressata, mentre il suo ombelico combacia perfettamente col nostro paese. Il punto geografico di Alatri coincide con lo sterno del'uomo vitruviano, proprio come il libro della vita adiacente allo sterno del dipinto "Cristo Pantocratore" raffigurato dentro il labirinto a cerchi concentrici. Il basso ventre del disegno umano coincide inoltre con l'isola di Lampedusa, dove dall'alto si possono notare dei cerchi concentrici eseguiti con massi del periodo neolitico. Collegando inoltre tale basso ventre longitudinalmente con l'isola di Creta, si arriva fantasticamente al famoso labirinto del leggendario Minotauro di Cnosso, mentre se si continua in questa longitudine a ovest, si arriva fantasticamente al sito archeologico di Mzora (Mezorah), menzionato prima, che tra l'altro tocca anche il lato verticale del quadrato vitruviano. Inoltre su tale lato longitudinale troviamo allineati il sito archeologico di Monte Teleno in Spagna, di Newgranche e di Callanish. Infine, partendo dal labirinto di Chartres su una retta ideale, intercettiamo il labirinto di Lucca, di Pontremoli, di Alatri, i cerchi concentrici di Sambucaro, il labirinto di Cnosso e infine prosegue verso la Terra Santa. Spettacolare, impossibile ma vero: i labirinti con cerchi concentrici più famosi, sono spaventosamente allineati e congruenti con la mia figura vitruviana. Non solo, proseguendo tali allineamenti, si arriva fino in Irlanda sopra la città di Dublino, dove tocca magicamente il sito archeologico di Newgrange che avevo precedentemente menzionato: tomba a passaggio, la cui entrata si trova in tale direzione, orientato al solstizio invernale, sud est. L'interno presenta un corridoio con finale a forma di croce e rispecchia con molto stupore, la pianta della cattedrale di Chartres e del tempio di Luxor. Il tumulo nella sua struttura interna, affiorano pareti di pietra con incisioni sulle pareti a cerchi concentrici simili a quelli delle cattedrali menzionate. Infine i due lati verticali del quadrato nel mio disegno vitruviano, delimitano il mare mediterraneo dagli Oceani passando sopra lo stretto di Gibilterra e sopra il canale di Suez. Aggiungo di più: il cerchio e il quadrato, s'intersecano in un punto geografico preciso, ossia a Luxor, città antichissima di Tebe, mistica e arcana, dove si credeva che gli antichi Faraoni, una volta morti ascendessero da questa terra per proseguire un lungo viaggio. Questo luogo d'intersecamento, quindi, potrebbe significare senz'altro il confine tra la terra (quadrato) e il cielo (cerchio), ossia il punto, dove si coniuga la vita con la morte. A maggior ragione, me lo confermano alcune osservazioni di vari intellettuali: esempio alcune congruenze tra il tempio di Luxor e la cattedrale di Chartres per quanto riguarda l'allineamento delle loro navate non simmetriche, ma forzatamente volute. Fatalità, entrambi coincidono inoltre sui lati del mio quadrato vitruviano. A questo punto esaminando tale schizzo dentro la mia circonferenza euro mediterranea, il sottoscritto interpreterebbe una chiave di lettura personale e discutibile:"L'uomo di Vitruvio" potrebbe raffigurare la crocefissione di Gesù Cristo. Dentro il quadrato che rappresenta l'Uomo venuto dentro in questa Terra per la salvezza umana e il cerchio simbolo del suo ritorno in cielo. La sua testa pressata, perchè carico di una corona di spine. Il segno della croce in rito ortodosso si utilizzano le tre dita unite (Santissima Trinità) toccando la fronte alta, che coincide con quello vitruviano, dove geograficamente ritroviamo la città di Passau con i tre fiumi che ugualmente si uniscono insieme come i tre labirinti di Chartres, Grinstad e Alatri, interessando i quattro punti cardinali come avviene nello stesso rito del segno della croce. Qui, mi soffermerei per qualche istante per evidenziare la straordinaria combinazione di un concetto del Cristianesimo: ossia il numero dodici che è il simbolo di completezza insieme al cerchio. Corrisponde proprio alla moltiplicazione della Trinità per i quattro punti cardinali (tre x quattro = 12). Dodici sono gli Apostoli che  seguono Gesù Cristo fino all'ultima cena. Dodici è la stazione della Via Crucis in cui avviene la morte di Gesù Cristo, uomo (Vitruvio quadrato terra). Dodici è il risultato dei tre uomini messi in croce moltiplicato i quattro punti cardinali delle loro croci. Dodici sarebbero le porte di Gerusalemme celeste, come dodici sono i cerchi concentrici dei labirinti nelle Cattedrali costruiti nel dodicesimo secolo. Poichè il cerchio rappresenta il tempo ciclico, dodici sono anche le ore e i mesi. Le braccia di Gesù sono dritte e tese, perchè uomo, è messo in croce sul quadrato (terra). I punti geografici allineati, sopra il disegno il disegno vitruviano, che sono i labirinti  misteriosi a cerchi concentrici, segnano punti espressivi sul (Corpo di Cristo): Il labirinto di Lucca e di Pontremoli all'altezza della spalla destra o petto, è il punto dove la croce è sostenuta in buona parte per portarla sul Calvario. E' anche il punto dove la testa di Gesù appoggia supina quando spira: egualmente questa interpretazione coincide con quella navata non simmetrica, propriamente voluta, nella costruzione della cattedrale di Chartres e il tempio di Luxor, che prima avevo accennato. La cattedrale di Alatri all'altezza dello sterno rappresenta il suo cuore umano trafitto: non per altro dentro il labirinto a cerchi concentrici è raffigurato "Cristo Pantocratore". I cerchi concentrici di Sambucaro si trovano all'altezza del sotto costa e indicano il punto orientativo, dove Gesù è ferito mortalmente da un lancia in direzione del labirinto di Cnosso allineato fino al labirinto di Chartres. Partendo quindi da quest'ultimo labirinto, dove una volta al centro vi era posta la figura mitica del Minotauro ucciso da Teseo, (come tuttora avviene simbolicamente con un rito) su questa linea ideale ripercorriamo sopra i labirinti, come le antiche crociate e pellegrini verso l'Egitto e la Terra Santa, rivivendo quindi la storia umana di Gesù Cristo fino al suo calvario e alla sua resurrezione. Infine la figura vitruviana inscritta sul cerchio, rappresenta il "Corpo di Cristo" resuscitato e che tocca materialmente con la Sua immensità tutto l'Universo (cerchio). Questa mia interpretazione mi fa pensare, ma con molta prudenza, al codice segreto di Leonardo da Vinci, coadiuvato dalla geometria sacra. La mia ricerca non si ferma qui nel mediterraneo. Ho sfidato l'impossibile. Con un po' d'intuito come Cristoforo Colombo, ho cercato (l'anello) mancante di questa mia teoria: ossia la famosa "Cintura di Fuoco". Dal mio luogo senza muovermi, ho attraversato perpendicolarmente la crosta terrestre, passando per il  suo centro e sbucare direttamente dall'altra parte: ossia agli antipodi. Consultando la mappa di Google mi trovo in aperto oceano Pacifico, in un punto preciso a est della Nuova Zelanda. Sorprendentemente tracciando da qui un grosso cerchio, scopro con inquietudine, che tale anello coincide come in un mosaico, con la "Cintura di Fuoco". Come qui nell'Europa mediterranea mi trovo circondato da vulcani a cerchi concentrici, attivi e taluni quiescenti, anche agli antipodi mi trovo al centro dei maggiori vulcani mondiali in cerchi concentrici a quelli europei. Non solo, mi trovo paradossalmente anche al centro dei maggiori siti archeologici mondiali: Inca, maya, Aztechi e tanti altri che non sto elencando. Aggiungo che tale cerchio eseguito dal sottoscritto, non solo coincide con la "Cintura di Fuoco", ma è anche, in buona parte, l'antica rotta delle civiltà precolombiane. Suppongo che tutto ciò non è pura coincidenza, ma si giustifica con la teoria della "tettonica delle placche", presumendo che gli antichi popoli erano già a conoscenza e che rinvio a fondo pagina.  Mi trovo nuovamente all'origine, al centro di gravità permanente, punto fermo e di partenza di tutto ciò mi gira attorno: magnifico, spettacolare e stupendo, per chi comprende e vive questa dimensione. Vorrei quindi sostenere, che sono al centro di un antico teatro dove dei presunti spettatori passati, presenti e futuri, mi osservano al centro del mondo da ovunque con infinita ammirazione. Aggiungo di più: tutti i teatri antichi con siti archeologici insieme a cerchi concentrici e sparsi in tutto il Pianeta, mi ruotano fantasticamente in cerchi concentrici, come i detriti negli anelli di Saturno. In passato i cerchi concentrici eseguiti dai popoli antichi sono sempre stati oggetti di affascinante collettività. La cosa ancor più affascinante è proprio quando la natura ce li propone per svelarci un suo segreto: è il suo DNA. Com'è accaduto al sottoscritto per mandarmi un codice segreto ben decifrato. Poi sta a ognuno di noi come interpretarlo e tramandarlo. Leonardo da Vinci è stato illuminato a disegnare "L'uomo di Vitruvio" e proporlo artisticamente dentro l'assoluta perfezione del cerchio e del quadrato: il sottoscritto, nella sua umiltà, è stato illuminato a concepire il suo paese natio mediante cerchi concentrici  naturali al centro del mondo, ugualmente come l'ombelico ombreggiato nello schizzo vitruviano, in vista. Ancora oggi tutti siamo assillati dai cerchi concentrici: molti non se ne accorgono perchè disattenti o perchè talvolta sono invisibili. Inspiegabilmente tutti siamo bombardati, oggigiorno da immagini, programmi televisivi e altro con cerchi concentrici: incosciamente l'uomo moderno stesso li emana ed è circondato, non può fare a meno. Similmente ciò accade come nel film, premonitore per il sottoscritto, "Incontri ravvicinati del terzo tipo" di Spielberg, dove il protagonista elettricista era ossessionato dalla famosa montagna che costruiva anche con il suo purè. Basta cliccare su internet la frase cerchi concentrici e ci imbattiamo in un oceano di interpretazioni e concetti, come ad esempio la famosa teoria di Jacques Delors: ossia un'Europa mediterranea con tutti gli stati membri istituiti economicamente a cerchi concentrici. L'emblema dell' ONU è rappresentato dal mondo con quattro cerchi concentrici. Se fate caso, inoltre, nel palazzo Justus Lipsius a Bruxlles, dove si riunisce il Consiglio europeo, nella sala grande si trova un grosso quadro raffigurante solamente innumerevoli cerchi concentrici. Cliccando su internet i cerchi concentrici di Villa Certosa, noterete con stupore che anche l'onorevole Silvio Berlusconi, ha realizzato buona parte delle sue opere a cerchi concentrici, inserendo finti vulcani, cerchi di pietre, dolmen, labirinti, piramidi, teatri, ulivi secolari e altro evideziando fortemente il numero esoterico dodici: stranamente tutto ciò sembra preludere la mia "Teoria dei cerchi concentrici". Anche la bandiera europea è costituita da dodici stelle disposte in cerchio come simbolo di unità e identità. Gli antichi popoli proponevano il cerchio perchè rappresenta i diversi gradi della manifestazione universale, dell'Essere Unico Non Manifestato. Il sottoscritto riferendosi a Platone che parlava a riguardo della mitica "Atlantide", ipotizza che fosse costruita da mura e canali a cerchi concentrici per imitare l'Universo che era già da loro conosciuto. Gli antichi greci li usavano anche per disegnare lo "Zodiaco" con i suoi (dodici) segni: anche lo scudo famoso di Achille era disegnato dai (dodici) segni zodiacali a cerchi concentrici. Il mitico Ulisse dopo aver peregrinato per tutto il mediterraneo e attorno alla Sicilia con (dodici) navi, in cerchi concentrici come in un labirinto, sfidando i (dodici) classici venti  della "Rosa",nel ritorno in patria ha dovuto affrontare la prova dei (dodici) cerchi concentrici. Il centro di un cerchio rappresenta la perfezione e se Piana degli Albanesi è addirittura al centro di più cerchi concentrici che si allargano geometricamente e geograficamente per tutto la sfera terrestre, essa ovviamente è l'"Eccellenza" in questo scenario. Non solo: si presume che tutti i siti archeologici elencati dal sottoscritto, sono stati concepiti e costruiti in tali luoghi non casualmente, ma perchè emanerebbero energia arcana e spirituale. Se così fosse, questo luogo è sicuramente la fonte, l'origine da dove si sprigiona e s'irradia tale energia a cerchi concentrici per tutto il nostro Pianeta: Il famoso sasso lanciato nello stagno. Ugualmente tutto questo accade anche nell'Universo. Noi popoli di questa Terra consapevolmente o inconsciamente emuliamo con l'arte e cultura la perfetta armonia geometrica sacra dell'Universo. Siamo parti integranti del sistema e imprescindibili. Che cosa  sarebbe pertanto l'Universo senza il pensiero umano e viceversa. Per questa semplice ipotesi, da qui nasce come ispirazione vera e propria, la teoria dei cerchi concentrici nell'Universo e quella della tettonica delle placche. Secondo l'astrofisico Roger Penrose, in parole povere, l'intero Universo è in continuo espansione a cerchi concentrici. Inizialmente tutto era concentrato in un piccolo spazio, poi una grande esplosione (Big Bang) che nel corso dei tempi ha creato l'immenso spazio. Penrose ipotizza che fra millenni d'anni tutto si rimpicciolirà come prima per poi ripartire nuovamente: in pratica sostiene che il tempo è ciclico, ma non sa spiegare come tutto l'immenso ritorna in un punto infinitamente piccolo per poi ricominciare nuovamente. Anche i Maya prevedono per il giorno 21.12.2012, con il loro calendario a cerchi concentrici,  la fine e l'inizio di un ciclo come nell'Universo. Il sottoscritto ritornando dall'Astrofisico, in merito avrebbe una sua teoria credibile e intenderebbe enunciarlo: Immaginiamo che l'Universo, come molti suppongono, sia sferica come del resto, quasi tutti i suoi elementi. Paragoniamolo quindi a un pianeta avvolto solamente di liquido, come ipotizza Penrose e che una causa (Big Bang) crei un tsunami cosmico con onde a cerchi concentrici che si propagano per l'esteso materiale. Poichè tali cerchi concentrici allargandosi, viaggiano in direzione opposta al centro di partenza, quando arrivano alla circonferenza massima della sfera, per effetto della sua rotondità, subiscono nel loro percorso per inerzia, un obbligo a restringersi fino a un punto preciso della parte opposta: ossia agli antipodi del punto di partenza. Poichè il terzo principio della dinamica recita che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, in questo caso avremmo che tutte le forze concentrate in quel punto, subiranno altre forze uguali e contrarie. Pertanto avremo nuovamente un'esplosione (nuovo Big Bang) che creerà un altro Big Bang e così via all'infinito: in pratica avremmo il famoso moto perpetuo. Se così fosse, il sottoscritto dimostrerebbe anche altre due deduzioni: l'Universo è una sfera limitata e la sua ciclicità si ripete perennemente, proprio come ipotizza l' Astrofisico con la sua teoria "CCC" (Cosmologia ciclica conforme). Questa montagna "Kumeta", fatalità, mi ha suggerito con i suoi cerchi concentrici e con le sue sorprendenti meraviglie naturali, non solo la teoria dell'Universo, ma anche un'altra identica per il suo aspetto: quella sulla Pangea. Oggi è largamente accettata la teoria della tettonica delle placche. Per questa ragione evidenzio, come molti sostengono, che l'Africa con l'Europa nei millenni si comprimono a vicenda: la convergenza fra due placche che si riversa come un vortice al centro del bacino mediterraneo, proprio in questo luogo, dove originano tali cerchi concentrici. Non a caso i maggiori vulcani e terremoti (vedi il caso anche le loro onde si propagano a cerchi concentrici) vi risiedono sia qui sia agli antipodi nella famosa "Cintura di Fuoco". Esattamente ciò che accade quindi nell'Universo, accade ugualmente nei pianeti come una sorta di matrioska: cerchi concentrici, masse di energie che si allargano e che poi si restrigono, causando movimenti tellurici con la loro pressione. Altra dimostrazione sarebbe la mappa mondiale sovvraposta con gli antipodi: Possiamo notare che gli oceani quasi al cento per cento vi risiedono sopra le terre emerse e viceversa. Queste teorie menzionate, confermerebbero ulteriormente l'ipotesi che gli antichi popoli non abbiano collocato a caso i loro siti archeologici a cerchi concentrici, ma perchè hanno voluto fortemente evidenziare e tramandare  il loro concetto: questo luogo è un punto di partenza e d'arrivo delle masse di energia terrestre, ugualmente come accade nell'Universo. Si distribuisce a cerchi concentrici per poi rientrare nuovamente come un boomerang. Se questa mia teoria fosse confermata, mi chiedo come gli antichi popoli senza strumenti tecnologici, hanno potuto intuire e realizzare le loro opere in disegno globale a cerchi concentrici. Oppure sono stati guidati da altre forme d'intelligenze sovraumane. Non per altro si spiega come nell'antichità, innumerevoli opere eseguite tralasciano molta incomprensibilità, perplessità e mistero. "Kumeta" in passato è stato quindi un teatro a cerchi concentrici del famoso "Diluvio Universale". Testimonianze concrete e incomputabili giungono dagli scavi di granito che in questi anni hanno dato alla luce, fossili marini, come in particolare le ammoniti con il loro guscio a forma di cerchi concentrici, imitando fortemente le galassie a spirali. La Natura  ci trasmette in tutti i codici possibili, che questo luogo è quindi l'origine dell'energia terrestre che si distribuisce a cerchi concentrici sul nostro Pianeta, come accade in tutto l'Universo. Da questo massiccio fulcro planetario ti senti in perfetta sintonia con lo spazio e il tempo: è come immaginare una gigantesca clessidra ruotante che scarica la sua sabbia a giravolta. Per un attimo ti senti smarrito, rapito da un senso arcano. Perdi il vivere della quotidianità: le cose terrene, gli affanni, gli impegni, le minime preoccupazioni. Sei solo Tu con te stesso e con l'infinito desiderio di captare cosa c'è oltre dove non puoi arrivare: e qui nasce la tua fantasia che ti precede e viaggia con la luce delle stelle a cerchi concentrici, in tutte le direzioni dell'infinito spazio tempo e oltre ogni tua immaginazione. Esattamente è come trovarsi in un punto di partenza o forse d'arrivo. Origine di tutto ciò che è mistero: ma non è proprio buio oppure un muro di gomma, ma solamente inquietudine di non poter mai sapere nulla e fingere comunque, di essere partecipe a questa ciclica danza esoterica. Questi cerchi concentrici  mi hanno dato l'opportunità di collegarmi col popolo del passato, non per questo gli antichi hanno dislocato le loro opere megalitiche a cerchi concentrici sfidando l'intelligenza sovrumana,similmente oggi appaiono i famosi crop circles (cerchi nel grano), probabilmente per esser notati dall'alto e imitare una gigantesca navicella spaziale a cerchi concentrici. Hanno fortemente voluto realizzare un incontro ravvicinato del terzo tipo, un tunnel tra il presente, il passato e il futuro: lo stesso spazio e tempo, contemporaneo. I cerchi concentrici  esprimono proprio questa ciclicità e indissolublità nell'infinito: l'archetipo della vita, la matrioska dell'Universo. A rafforzare ulteriormente questa mia teoria è la testimonianza di un fantastico dolmen. Collocato proprio alla sommità del mio paese, purtroppo è stato abbattuto incautamente, rimanendo solamente come ricordo qualche foto. Si ergeva maestosamente proprio qui, come origine dei cerchi concentrici di tutti i megaliti sparsi ovunque: un complesso di pietre adagiate una sopra l'altra. Una piccola perfettamente bilanciata, sosteneva magnificamente un'altra molto più ampia in sopraelevazione, imitando l'Universo. E' la testimonianza conferma del loro messaggio: la pietra piccola che sorregge equilibratamente quella grande sospesa nel cielo, rappresenta il nostro presente effimero, fulcro tra il passato e il futuro.Ti sembra quindi di aver vissuto con gli antichi in questi luoghi. Avverti gli odori, profumi, i loro passi sulla zolla terra. Conosci benissimo le loro abitudini quotidiane: è come scrutarli in silenzio e nello stesso tempo presagire di essere osservato da una remota dimensione. Percepisci che fra te e la storia, ci sia ancora un cordone ombelicale che ti tiene legato saldamente e no te lo sai giustificare: precisamente è come se essa dialoga ancora con te, dove le loro onde si propagano in un moto perpetuo a cerchi concentrici nell'Universo infinito, come la luce di tutte le stelle. Il tempo che vivo quindi è una dimensione che non mi appartiene: si perde insieme alla storia, come un quadro senza tela, senza cornice, sospeso nel nulla dello spazio. La storia è sempre la protagonista  di tutte le vicende umane. Nasce proprio qui e si dirada a cerchi concentrici perchè al centro della cultura e dell'identità mediterranea: Origine anche della prima strage di Stato "Portella della Ginestra", che in seguito si è estesa a cerchi concentrici in tutto il territorio nazionale. I primi popoli del nostro mondo apparvero in questo bacino (Magna Grecia) e come nei loro antichi teatri concentrici, si spostavano in tutte le direzioni, come Ulisse, in questo mare "Nostrum": sempre a girare in questo girotondo labirinto euro mediterraneo per egemonia, strategia e interessi comuni. E' vero: la storia si ripete emulando la teoria dei cerchi concentrici dell'Universo di "Roger Penrose", dove tutto ha inizio e fine, la ciclicità che si ripete dentro un labirinto cosmico. Da questa montagna ho ritrovato e scoperto molti aspetti della vita: Le persone di oggi non captano più svariate cose degli antichi popoli possedevano, tra cui tutto ciò che ci circonda a cerchi concentrici, senza avere la consapevolezza dell'esistenza stessa e dei valori del vivere. La sapienza, la saggezza e altre virtù ignorate, sono accantonate nei cestini dei loro computer, oppure eliminati senza la possibilità di rinominarli. Gli antichi popoli senza strumenti tecnologici, erano in grado di controllare  loro stessi e tutto ciò che li circondava. Erano in perfetta armonia con il loro presente, passato, futuro, con tutto l'Universo e lo esprimevano magnificamente con le loro arti raffigurando cerchi concentrici. Erano anche consapevoli di trovarsi col loro pensiero dentro un labirinto universale a cerchi concentrici: questo preciso messaggio, essi lo scolpirono fin dall'inizio nell'antica pietra, nei megaliti, nelle cattedrali e nella loro arte. Il sottoscritto ha captato precisamente questo loro precetto e la narrazione storica lo conferma: i cerchi concentrici e labirinti sono l'emblema dei popoli antichi, una bandiera da portare perennemente avanti.Tutta la filosofia a mio avviso ci gira attorno con questo concetto a cerchi concentrici dal più piccolo al più grande: come gli elettroni nell'atomo così come anche i cerchi concentrici che si espandono nell'Universo dopo il Big Bang. I cerchi concentrici e labirinti sono stati quindi temi dominanti fin dall'antichità: l'uomo si trova al centro di un labirinto cosmico universale, l'Uomo di Vitruvio, come un uovo nel suo guscio oppure come nel suo grembo materno sostenuto dal cordone ombelicale. Come un'astronauta, egli viaggia interiormente, in sentieri tortuosi e pieni d'insidie. Nel suo cammino primordiale esiste un forte desiderio assoluto di uscirne consapevole per comprendere dove si trova, il perchè e il senso del suo stato di luogo e tempo. Ognuno di noi è immerso nel suo intricato labirinto cervello umano: la fobia di perdersi nel nulla, nell'eterntà della morte, nell'immenso spazio tempo. Qui scaturisce in ognuno di noi il desiderio di comunicare qualche cosa di tangibile perchè la nostra vita o meglio il suo senso, non troverà mai riscontri o futuro: da qui nasce quindi l'ingegnosità, la (Grande Bellezza), la maestosità degli antichi nel aver creato opere tangibili come Megaliti, Tempi, Piramidi, Cattedrali e quant'altro. Sono le vere testimonianze del pensiero umano: una sorta di contatto mistico, una fusione spirituale tra microcosmo e macrocosmo. I cerchi concentrici e labirinti rappresentano il limite invalicabile del nostro pensiero umano: chiusi in noi stessi, nelle nostre idee, prospettive, comportamenti, orientamenti, nei nostri stessi labirinti, spinti a sfidare quell'ignoto, una competizione obbligata, come nel peregrinare di Ulisse, alla ricerca del nostro interiore mostro o nemico per schiacciarlo definitivamente e liberarci quindi dalle nostre angosce, paure e incertezze. In tutti i labirinti a cerchi concentrici possiamo raffigurare la celebre frase di Dante Alighieri: "Nel mezzo del cammino della nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura perchè la diritta via era smarrita". Lo stesso Sommo Poeta dopo essersi perso, trova la Ragione: Il poeta Virgilio, che come il filo conduttore di Arianna, lo guiderà nel suo viaggio attraversando un labirinto in gironi a cerchi concentrici. Anche il filosofo F. Nietzsche (in Ecce homo) ripercorre questo pensiero: "Noi preferiamo le vie tortuose per arrivare alla verità". Un viaggio ciclico, ripetitivo che l'umanità compie da sempre imitando come le ammoniti, tutto l'Universo. Ciascun vive quindi nel suo labirinto: Chi sa evadere come il mitico Dedalo, vedrà quell'orizzonte sopra di noi. Nel nostro incantevole bacino mediterraneo gli antichi hanno plasmato con ingegnosità storia e cultura, solcando a cerchi concentrici  i nostri labirinti mari e insediando abilmente le terre limitrofe. Vi hanno eretto nello stesso tempo mastodontiche pietre circolari e soprattutto a cerchi concentrici offrendoci il senso universale della vita. Le hanno conservate per millenni di anni dall'incuria del tempo e proposti nel futuro come le tavole di Mosè da tramandare. Sono andati avanti con le loro regole precise, talvolta discutibili, per regalarci a noi la continuità e soprattutto la ciclicità della storia umana. Da loro dobbiamo presto imparare la lezione: Come Teseo nel labirinto del Minotauro, dobbiamo riprendere il filo della consapevolezza per uscire nella libertà in segno di verità assolutoria.Testimonianze sono le cose che ci hanno trasmesso come modello da imitare e portarlo avanti: spetta ora a noi proporle a coloro che ci seguiranno.Questo è dunque l'origine, punto di partenza per poi approdare come in una circumnavigazione, l'incontro tra il il pensiero umano e le dimensioni dell'arcano, fulcro cruciale per arrivare con la nostra cognizione oltre l'immaginazione: come un ambizioso desiderio di scoprire la verità universale, sopra di noi, come un trono divino. Come un falco pellegrino da questa rupe salto nel vuoto, sorretto dalla mia bramosia, in un volo a cerchi concentrici, nella frenetica e ardita ricerca di una preda, per soddisfare la mia fame di continuo sapere.

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