Perché la teoria dei cerchi concentrici nasce in Sicilia

Questo non è un solito racconto ma qualcosa di nuovo, anzi d'antico, che va oltre gli orizzonti terrestri e che rimette in discussione il nostro passato, coloro che ci hanno preceduto e che hanno cercato di ereditarci il loro pensiero universale. Il mediterraneo è disseminato, come tutti sappiamo, da innumerevoli siti archeologici sparsi ovunque. La mia ricerca nata casualmente, mi ha portato a evidenziare e ad approfondire nello stesso tempo, un comune denominatore di tali reperti storici, vagamente insolito alla luce della loro posizione geografica e geometrica: I cerchi concentrici. Ho voluto quindi fortemente manifestare una presunta mia innovativa, inedita e assoluta scoperta scientifica e culturale, definendola nello  stesso tempo una rivoluzione copernicana. Ho verificato che innumerevoli se non tutti i siti archeologici a forma di cerchi concentrici euro mediterranei, insieme a isole e vulcani anche sottomarini siciliani, sono posizionati magnificamente a sua volta a cerchi concentrici con un punto naturale di riferimento detto centro o origine: Megaliti, Dolmen, Menhir, Cattedrali, Città Francigene, Labirinti, Teatri  Antichi, Monumenti Egizi e quant'altro. Nello stesso tempo nella mia umiltà amplio questa teoria inserendo intuitivamente in questi cerchi concentrici, sempre in rapporto di grandezza, lo schizzo vitruviano di "Leonardo da Vinci", scoprendo inoltre allineamenti e geometrie sacre apparentemente inspiegabili alla nostra ragione e consapevolezza . Oltre a ipotizzare di aver svelato il codice segreto e criptato del disegno vitruviano,  presumo che la posizione di tali testimonianze storiche sia attribuita alla teoria dei cerchi concentrici nell'Universo e quella della tettonica delle placche: Deducendo quindi che gli antichi popoli già da allora ne erano a conoscenza. Emulavano l'Universo con le loro opere a cerchi concentrici, come la mitica Atlantide, ipoteticamente esistita secondo recenti studiosi, proprio qui al centro del mediterraneo, dove curiosamente origina anche la mia ricerca e teoria dei cerchi concentrici. Aggiungo supponendo che nessuna fonte attendibile abbia saputo dare fin ora, una spiegazione scientifica e culturale esauriente alle antiche costruzioni megalitiche a circolo e a cerchi concentrici  se non solamente quella azzardata dal sottoscritto. La mia teoria nasce fatalmente da una strana (coincidenza) che ha dell'assurdo, trascinandomi inevitabilmente come un vortice ad approfondire i temi affrontati. Ho notato da una montagna sopra il mio paese Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, che in giornate particolarmente nitide, si vedono a occhio nudo quasi se non tutte le isole attorno alla Sicilia comprese i tre vertici e il vulcano Etna. A tutto ciò a mio avviso vi è una spiegazione molto chiara e semplice: Mi trovo proprio sopra il fulcro e baricentro geografico, geometrico e storico culturale della Sicilia comprese le isole, vulcani terrestri, sottomarini e non solo.  Infatti la cosa più affascinante e intrigante è che non solo tutti questi siti mi ruotano immaginariamente a cerchi concentrici, ma automaticamente s'inseriscono a ruota libera altri innumerevoli cerchi concentrici con siti archeologici a livello insulare, per poi estendersi a quello globale, interessando anche l'area dell'Anello di Fuoco nel Pacifico: Il tanto chiacchierato e famoso sasso lanciato nello stagno. Suppongo inoltre che questi allineamenti geometrici di teatri antichi adagiati idealmente su cerchi concentrici  con centro il teatro antico dello "Jato", con le isole circostanti, rappresentano per gli antichi ideatori, il sistema solare geocentrico già allora conosciuto dai greci antichi (mi riferisco a Tolomeo). Sono pienamente convinto che i primi abitanti che comparvero nel primo millennio a.C. sopra questa montagna, lo avessero preso di mira come punto strategico per dominare visivamente tutta l'Isola al centro dell'Europa mediterranea. I ritrovamenti e reperti del sito archeologico "Jato" adiacente alla montagna Kumeta", testimoniano il loro passaggio. Questi popoli antichi del posto erano già consapevoli di trovarsi al centro di un teatro naturale del mediterraneo. Questo lo esprimeva naturalmente, con il loro ANTICO TEATRO APERTO ALL'INFINITO. Coincidenza o fatalità: allineando questo sito sulla longitudine terrestre, il diametro dei cerchi concentrici ottenuti, lambisce altri due siti archeologici, Segesta, Taormina e tocca (incredibilmente e inspiegabilmente) il teatro antico di Dionisio ad Atene. Non solo, allungando tale longitudine, l'altra circonferenza ottenuta lambisce alcuni vertici cruciali dell'Europa, come la punta estrema occidentale Cabo de Roca, congiungendo siti archeologici e principali città francigene anche diametralmente opposte con centro Piana degli Albanesi (vedi mappa allegata foto gallery). Da ricerca eseguita ho notato con stupore e perplessità che tutti gli antichi teatri euro asiatici, sono inseriti fantasticamente dentro un immaginario elaborato grafico di un antico teatro a cerchi concentrici (vedi mappa allegata foto gallery).Tale circonferenza tocca quindi sopra queste città importanti come Santiago de Compostela, Londra, Stonehenge, megaliti a forma di cerchi concentrici, Lubecca. Sfiora inoltre un altro sito archeologico: il misterioso santuario monumentale a Nemrut Dagi in Turchia. Costruito dall'antico re Antioco nel primo secolo a.C., si suppone che lo stesso abbia raggiunto un'altra dimensione attraverso un corridoio celestiale. Essa passa a pochi chilometri di distanza da "Gobleki Tepe", pure con megaliti a forma di cerchi concentrici: Attraversa inoltre il sito archeologico di Baalbek in Libano, dove risiedono enormi e misteriosi megaliti del passato. Tale circonferenza, stimata approssimativamente dodicimila chilometri, proseguendo il suo viaggio, tocca il sito archeologico a cerchi concentrici di Rujm el Hiri e poi passa sopra due antichissime capitali: Gerusalemme, arcaica città del mediterraneo, centro assoluto e sede di religioni controverse, denominata anche "l'ombelico del mondo". Inoltre si allinea sul diametro di tale circonferenza, toccando  per il centro Piana degli Albanesi e la parte opposta a Gerusalemme, Santiago de Compostela: itinerari della famosa Via Francigena. Poi la città di Luxor d'Egitto, antica Tebe, ricca di reperti archeologici, dove inoltre gli antichi Egiziani dai cerchi concentrici ottenuti dal taglio delle cipolle, alludevano la vita eterna. Infine tale circonferenza continuando a sud dell'Egitto, tocca fantasticamente il sito archeologico di Nabta Playa, simile a quello di Stonehenge, che guarda caso, oltre a trovarsi sulla circonferenza è allineato sul diametro con Stonehenge stesso e il centro di tale circonferenza è sempre Piana degli Albanesi. Un' altra circonferenza concentrica parte dalle piramidi di Giza (Cairo), attraversa  sopra il sito archeologico Mzora, (Stonehenge del Marocco). Prosegue sopra il monte Teleno in Spagna, dove risiede un complesso megalitico simile a Stonehenge in Inghilterra. Nel suo tragitto tocca altri due siti archeologici importanti in Francia: Carnac, (complessi megalitici famosi, molteplici e allineati) e il cairn di Gavrinis. Quest'ultimo, monumento megalitico, è una tomba a passaggio, camera funeraria, dove risiedono innumerevoli pietre con incisioni raffiguranti vari elementi simbolici. Il cairn di Gravinis si trova inoltre sulla circonferenza e diametro tra Carnac in Francia e Karnak (Luxor) in Egitto, con Piana degli Albanesi al centro. Non solo, ma straordinariamente allungando tale diametro arriva alla città santa: La Mecca in Arabia Saudita. Meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, è anche famosa per la Ka'bah, edificio cubico dove i fedeli a migliaia in cerchi concentrici, girano attorno. Si vocifera inoltre che La Mecca sarà ristrutturata. Dai disegni di progettazione, elaborati da tecnici abilitati, pare che sarà realizzato come la mitica Atlantide: ossia a cerchi concentrici. Sempre da questo luogo sacro, tracciando un'ennesima circonferenza concentrica alle altre precedenti, raggiungo con incredulità lo Stonehenge armeno: Carahunge. Infine tracciando l'ultima circonferenza concentrica raggiungo miracolosamente la Stonehenge scozzese di Callanish con quelle in Senegal e Gambia, con sempre  Piana degli Albanesi al centro. Aggiungo che la latitudine che attraversa il nostro paese, passa (casualmente) sopra il comune di Alatri, famoso per i suoi megaliti e per  il dipinto che rappresenta "Cristo Pantocratore" dentro un labirinto a cerchi concentrici. Inoltre attraversa anche un altro labirinto a cerchi concentrici che si trova in una chiesa a Grinstad, in Svezia. Paradossalmente il mio paese, nelle sue chiese di rito greco ortodosso, possiede dipinti con "Cristo Pantocratore". Inoltre il raggio della circonferenza europea che parte sempre dal mio luogo e interseca Stonehenge, passa straordinariamente sopra la città di Chartres, famosa per il labirinto a cerchi concentrici simile a quello di Alatri. Allineando per intuito la latitudine di Piana degli Albanesi con Alatri fino a intersecare la longitudine di Chartres, mi trovo con sorpresa, sopra la città di Passau (Germania): unica al mondo per la confluenza di tre fiumi provenienti da tre punti  cardinali per poi ripartire verso il quarto. In parole povere, il labirinto di Alatri, di Chartres e di Grinstad, convergono e si divergono nei quattro punti cardinali, dove anche i tre fiumi naturali eseguono lo stesso rito. Collego col mio sesto senso nello stesso tempo, la longitudine di Chartres nel suo percorso al lato superiore del quadrato nel famoso bozzo "L'uomo di Vitruvio" di Leonardo da Vinci (vedi foto con mappa). Tale figura umana, in rapporto di grandezza, la sovrappongo nel mio cerchio euro mediterraneo. Straordinariamente scopro che tali allineamenti combaciano nel loro percorso e il punto di unione fra il labirinto di Alatri e Chartres coincide oltre la città di Passau anche, sempre in rapporto di grandezza, dove la testa della figura umana è pressata, mentre il suo ombelico combacia perfettamente col nostro paese. Il punto geografico di Alatri coincide con lo sterno del'uomo vitruviano, proprio come il libro della vita adiacente allo sterno del dipinto "Cristo Pantocratore" raffigurato dentro il labirinto a cerchi concentrici. Il basso ventre del disegno umano coincide inoltre con l'isola di Lampedusa, dove dall'alto si possono notare dei cerchi concentrici eseguiti con massi del periodo neolitico. Collegando inoltre tale basso ventre longitudinalmente con l'isola di Creta e si arriva fantasticamente al famoso labirinto del leggendario Minotauro di Cnosso, mentre se si continua in questa longitudine a ovest, si arriva fantasticamente al sito archeologico di Mzora (Mezorah), menzionato prima, che tra l'altro tocca anche il lato verticale del quadrato vitruviano. Inoltre su tale lato longitudinale troviamo allineati il sito archeologico di Monte Teleno in Spagna, di Newgranche e di Callanish. Infine, partendo dal labirinto di Chartres su una retta ideale, intercettiamo il labirinto di Lucca, di Pontremoli, di Alatri, i cerchi concentrici di Sambucaro, il labirinto di Cnosso e infine prosegue verso la Terra Santa. Spettacolare, impossibile ma vero: i labirinti con cerchi concentrici più famosi, sono spaventosamente allineati e congruenti con la mia figura vitruviana. Non solo, proseguendo tali allineamenti, si arriva fino in Irlanda sopra la città di Dublino, dove tocca magicamente il sito archeologico di Newgrange che avevo precedentemente menzionato: tomba a passaggio, la cui entrata si trova in tale direzione ossia orientato al solstizio invernale, sud est. L'interno presenta un corridoio con finale a forma di croce e rispecchia con molto stupore, la pianta della cattedrale di Chartres e del tempio di Luxor. Il tumulo nella sua struttura interna, affiorano pareti di pietra con incisioni sulle pareti a cerchi concentrici simili a quelli delle cattedrali menzionate. Infine i due lati verticali del quadrato nel mio disegno vitruviano, delimitano il mare mediterraneo dagli Oceani passando sopra lo stretto di Gibilterra e sopra il canale di Suez. Aggiungo di più: il cerchio e il quadrato, s'intersecano in un punto geografico preciso, ossia a Luxor, città antichissima di Tebe, mistica e arcana, dove si credeva che gli antichi Faraoni, una volta morti ascendessero da questa terra per proseguire un lungo viaggio. Questo luogo d'intersecamento, quindi, potrebbe significare senz'altro il confine tra la terra (quadrato) e il cielo (cerchio), ossia il punto, dove si coniuga la vita con la morte. A maggior ragione, me lo confermano alcune osservazioni di vari intellettuali: esempio alcune congruenze tra il tempio di Luxor e la cattedrale di Chartres per quanto riguarda l'allineamento delle loro navate non simmetriche, ma forzatamente volute. Fatalità, entrambi coincidono inoltre sui lati del mio quadrato vitruviano. A questo punto esaminando tale schizzo dentro la mia circonferenza euro mediterranea, il sottoscritto interpreterebbe una chiave di lettura personale e discutibile:"L'uomo di Vitruvio" potrebbe raffigurare la crocefissione di Gesù Cristo. Dentro il quadrato che rappresenta l'Uomo venuto dentro in questa Terra per la salvezza umana e il cerchio simbolo del suo ritorno in cielo. La sua testa pressata, perchè carico di una corona di spine. Il segno della croce in rito ortodosso si utilizzano le tre dita unite (Santissima Trinità) toccando la fronte alta, che coincide con quello vitruviano, dove geograficamente ritroviamo la città di Passau con i tre fiumi che ugualmente si uniscono insieme come i tre labirinti di Chartres, Grinstad e Alatri, interessando i quattro punti cardinali come avviene nello stesso rito del segno della croce. Qui mi soffermerei per qualche istante per evidenziare la straordinaria combinazione di un concetto del Cristianesimo: ossia il numero dodici che è il simbolo di completezza insieme al cerchio. Corrisponde proprio alla moltiplicazione della Trinità per i quattro punti cardinali (tre x quattro = 12). Dodici sono gli Apostoli che  seguono Gesù Cristo fino all'ultima cena. Dodici è la stazione della Via Crucis in cui avviene la morte di Gesù Cristo, uomo (Vitruvio quadrato terra). Dodici è il risultato dei tre uomini messi in croce moltiplicato i quattro punti cardinali delle loro croci. Dodici sarebbero le porte di Gerusalemme celeste, come dodici sono i cerchi concentrici dei labirinti nelle Cattedrali costruiti nel dodicesimo secolo. Poichè il cerchio rappresenta il tempo ciclico, dodici sono anche le ore e i mesi. Le braccia di Gesù sono dritte e tese, perchè uomo, è messo in croce sul quadrato (terra). I punti geografici allineati, sopra il disegno il disegno vitruviano, che sono i labirinti  misteriosi a cerchi concentrici, segnano punti espressivi sul (Corpo di Cristo): Il labirinto di Lucca e di Pontremoli all'altezza della spalla destra o petto, è il punto dove la croce è sostenuta in buona parte per portarla sul Calvario. E' anche il punto dove la testa di Gesù appoggia supina quando spira: egualmente questa interpretazione coincide con quella navata non simmetrica, propriamente voluta, nella costruzione della cattedrale di Chartres e il tempio di Luxor, che prima avevo accennato. La cattedrale di Alatri all'altezza dello sterno rappresenta il suo cuore umano trafitto: non per altro dentro il labirinto a cerchi concentrici è raffigurato "Cristo Pantocratore". I cerchi concentrici di Sambucaro si trovano all'altezza del sotto costa e indicano il punto orientativo, dove Gesù è ferito mortalmente da un lancia in direzione del labirinto di Cnosso allineato fino al labirinto di Chartres. Partendo quindi da quest'ultimo labirinto, dove una volta al centro vi era posta la figura mitica del Minotauro ucciso da Teseo, (come tuttora avviene simbolicamente con un rito) su questa linea ideale ripercorriamo sopra i labirinti, come le antiche crociate e pellegrini verso l'Egitto e la Terra Santa, rivivendo quindi la storia umana di Gesù Cristo fino al suo calvario e alla sua resurrezione. Infine la figura vitruviana inscritta sul cerchio, rappresenta il "Corpo di Cristo" resuscitato e che tocca materialmente con la Sua immensità tutto l'Universo (cerchio). Questa mia interpretazione mi fa pensare, ma con molta prudenza, al codice segreto di Leonardo da Vinci, coadiuvato dalla geometria sacra. La mia ricerca non si ferma qui nel mediterraneo. Ho sfidato l'impossibile. Con un po' d'intuito come Cristoforo Colombo, ho cercato (l'anello) mancante di questa mia teoria: ossia la famosa "Cintura di Fuoco". Dal mio luogo senza muovermi, ho attraversato perpendicolarmente la crosta terrestre, passando per il  suo centro e sbucare direttamente dall'altra parte: ossia agli antipodi. Consultando la mappa di Google mi trovo in aperto oceano Pacifico, in un punto preciso a est della Nuova Zelanda. Sorprendentemente tracciando da qui un grosso cerchio, scopro con inquietudine, che tale anello coincide come in un mosaico, con la "Cintura di Fuoco". Come qui nell'Europa mediterranea mi trovo circondato da vulcani a cerchi concentrici, attivi e taluni quiescenti, anche agli antipodi mi trovo al centro dei maggiori vulcani mondiali in cerchi concentrici a quelli europei.